Alex Zanardi

Il 23 ottobre del 1966 nasce Alex Zanardi, una delle leggende sportive del nostro paese. Bolognese doc, sin da piccolo dimostra di avere nel sangue la passione per i motori, cominciando prestissimo a frequentare l’ambiente delle corse. Accompagnato e supportato dal padre Dino, pilota amatoriale, che gli regalò il suo primo mezzo, inizia a gareggiare nelle gare di kart. La sua prima corsa ufficiale risale al 1980 ed in un paio d’anni riuscì ad ottenere una certa fama nell’ambiente delle competizioni. Nel 1982 si classificò terzo al campionato nazionale nella categoria 100cc e la sua abilità nella guida attirò l’attenzione di un noto produttore di pneumatici che gli garantì la sponsorizzazione, permettendogli di cominciare a gareggiare a livello internazionale. Gli ottimi risultati raggiunti nelle gare negli anni successivi, come i tre titoli ai Campionati Italiani ed un titolo Europeo di kart categoria 135cc, lo fecero entrare di diritto nelle gare di Formula 3.

Le formule minori
Il suo esordio nella Formula 3 italiana risale al 1988 e continuò a gareggiare in questa categoria per i tre anni successivi. Collezionò una serie di importanti successi riuscendo anche quasi ad aggiudicarsi il titolo italiano nel 1990, anno in cui vinse la sua prima gara. Pur senza vincere titoli, le sue prestazioni furono di un livello talmente alto che gli valsero l’interesse di Eddie Jordan, manager della omonima squadra in Formula 1. Jordan era interessato a trovare un pilota che potesse sostituire Michael Schumacher, intenzionato a passare alla Benetton. Quasi per ironia viene contattato anche dalla stessa Benetton, che cercava un’alternativa valida nel caso in cui gli accordi con Schumacher non fossero andati a buon fine.

La prima esperienza in Formula 1
Pur possedendo passione e spirito combattivo, Zanardi non riesce ad ottenere in Formula 1 i successi sperati. Passò la stagione del 1991 a gareggiare con la Jordan che, nonostante i buoni risultati ottenuti, non potè riconfermarlo per la stagione successiva a causa della mancanza di fondi sufficienti. Disputò varie corse con diverse scuderie come la Tyrell, La Minardi e la Benetton, dove Flavio Briatore gli propose di entrare a far parte del team addetto ai test aerodinamici di collaudo. Nel 1993 venne reclutato dalla Lotus dove gli proposero un contratto di tre anni, ma la collaborazione con la casa automobilistica non fu felice. Fu più volte messo da parte per favorire piloti che portavano in dotazione sponsor che pagavano cifre ingenti e nello stesso anno fu costretto a sospendere la sua attività a causa di un incidente gravissimo sul circuito di Spa-Francorchamps, durante il gran premio del Belgio. A causa di un guasto alle sospensioni, Zanardi si schiantò alla velocità di 240 km orari, perdendo conoscenza nell’impatto. In quella occasione non riportò lesioni gravi, ma dovette abbandonare la stagione, continuando a collaborare durante l’anno successivo con la Lotus come collaudatore. La sua collaborazione con il team inglese si concluse comunque alla fine del 1994 a causa dell’abbandono della Formula 1 da parte della Lotus.

La Cart americana e il ritorno in Formula 1.
Nel 1995 passò dalla Formula 1 alla Formula Cart americana. Fu ingaggiato da Chip Ganassi che lo volle fortemente dopo averlo sottoposto ad una sessione di test e già nel primo anno di competizioni Zanardi riuscì ad ottenere tre vittorie meritatissime. Tra il 1997 e il 1998 collezionò molti successi e in entrambe le stagioni si aggiudicò il titolo di campione di Formula Cart. Tuttavia decise di tornare a gareggiare in Formula 1 dopo essere stato contattato da Frank Williams, che gli offrì un contratto triennale. L’esperienza con team Williams non fu delle migliori, i risultati di quell’anno furono così scoraggianti e negativi che alla fine del primo anno accettò la risoluzione del contratto. Restò momentaneamente lontano dall’automobilismo per poi ritornare alla Formula Cart nel 2001 alla guida della Raynard Honda.

L’incidente.
Il 15 settembre del 2001 Alex Zanardi fu vittima di un terribile incidente sul circuito del Lausitzring, che cambio totalmente la sua vita. Durante la gara dopo la sua ultima sosta ai box e a pochi giri dalla fine, il pilota perse il controllo della propria vettura che, dopo un testacoda, rientrò velocemente in pista trovandosi sulla linea dell’auto di Alex Tagliani. L’auto di Tagliani si schiantò perpendicolarmente su quella di Zanardi, che fu spezzata letteralmente in due amputando di netto gli arti inferiori del pilota. La situazione apparve da subito gravissima, nel tentativo di salvargli la vita fu provato a fermare l’emorragia che lo stava dissanguando e lo si trasportò immediatamente in ospedale. La situazione era disperata, ma la tempra d’acciaio di Zanardi non lo abbandonò nemmeno questa volta: dopo più di sei settimane di ricovero potè lasciare l’ospedale per cominciare la riabilitazione. Seppur costretto all’uso di protesi alle gambe, Alex continuò ancora per qualche anno la sua attività nel mondo delle corse automobilistiche.Le Paralimpiadi e l’Ironman.

Il recupero e la nascita di un punto di riferimento per tutti

Da quel momento la vita di Alex Zanardi è cambiata e la sua rinascita è stata favorita dal carattere tenace e positivo con cui ha saputo affrontare gli ostacoli che si sono presentati. Dopo la guarigione ha affrontato dei percorsi che l’hanno portato a conoscere il mondo della disabilità e, soprattutto, le enormi potenzialità che, anche nelle sorti più sfavorevoli, possono essere colte. Ha dunque iniziato a tenere incontri e conferenze per aiutare chi come lui aveva trovato una difficoltà sul proprio percorso, favorendo l’integrazione e lo sviluppo di attività come lo sport. Attraverso il suo forte spirito è riuscito a ritornare in pista con grande entusiasmo e commozione dei numerosi fan e amici. Da quel momento in poi, Alex è diventato un simbolo e una fonte di ispirazione per tutti i disabili e non che vogliono tornare a sorridere.

Lo sport: la grande rivelazione per Alex Zanardi

Dopo l’incidente, Alex Zanardi ha trovato nello sport un nuovo modo per tornare a gareggiare fissandosi degli obiettivi e superando numerose sfide. In particolare si è avvicinato all’handbike nella categoria H4 sviluppando una vera e propria passione per il paraciclismo. La sua bravura e la sua determinazione l’hanno portato a vestire la maglia della nazionale paralimpica italiana con cui ha conquistato ben 8 titoli mondiali.

Il primo successo nella Paralimpiade di Londra e poi a Rio de Janeiro

Grande motivo di soddisfazione è stata la prima partecipazione ad una Paralimpiade, quella di Londra nel 2012. Sul suolo britannico Alex Zanardi è riuscito a conquistare 2 medaglie d’oro e una d’argento nelle diverse discipline in cui ha gareggiato. Il suo successo ha colpito a tal punto il mondo dello sport che è stato eletto come atleta del mese dal Comitato Paralimpico Italiano, inoltre ha ricoperto il ruolo di portabandiera nella cerimonia di chiusura dell’evento. Nel 2016 ha rinnovato la sua presenza alla Paralimpiade di Rio de Janeiro dove aggiunge al palmarès altre 3 medaglie, 2 d’oro e una d’argento.

La sfida dell’Ironman delle Hawaii

La sua carriera sportiva non si è fermata a Londra, bensì ha deciso di sfidare sé stesso partecipando alla gara di triathlon Ironman alle Hawaii il 12 ottobre 2014. Questa competizione prevedeva 3,8 km da percorrere nuotando, 180 km con la handbike e 42 km con la carrozzina olimpica, un percorso estremamente difficile che gli ha richiesto mesi di allenamento per prepararsi adeguatamente. Qui Alex Zanardi è riuscito a completare le tre tappe nell’incredibile tempo di circa 10 ore. 

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L’ultima (per adesso) straordinaria impresa a Barcellona

Pochi giorni fa, il 1 ottobre 2017 affronta la stessa prova, questa volta a Barcellona, riuscendo a demolire il muro delle 9 ore e a stabilire un nuovo record del mondo: il suo tempo finale è di 8 ore 48’ 58’’.
A cinquantanni Alex Zanardi, da sempre sostenuto da un carattere combattivo e da una forza di volontà d’acciaio, si consacra definitivamente tra i più grandi atleti italiani di tutti i tempi.

Un esempio di vita da seguire e da cui si può imparare molto.

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